Emeroteca
Movimento operaioIl Comunista 46 04/02/1921 11/09/1921
Come per la Voce, la nascita del giornale avviene a Milano con la guida di Repossi subito dopo la scissione dal PSI, ma, a differenza della Voce, il giornale voleva divenire uno strumento con visione nazionale e quindi destinato da subito al suo trasferimento a Roma, i numeri in nostro possesso sono solo quelli editi a Milano.
Movimento operaioIl Lavoro 680 25/10/1907 29/11/1923
Nel 1907, con la nascita delle prime cooperative sociali a Busto Arsizio, Legnano e Castellanza e la presenza di migliaia di lavoratori nei settori tessile e metalmeccanico, iniziò le pubblicazioni “Il Lavoro”, con cadenza settimanale salvo rare eccezioni. Il centro organizzativo era Busto Arsizio – che dal 1914 ebbe un sindaco socialista. La testata era sempre gestita da funzionari sindacali e svolse un ruolo fondamentale nella crescita del movimento. Come accadde a molti giornali socialisti e comunisti, le pubblicazioni cessarono con l’avvento del Fascismo, dopo l’occupazione e la distruzione delle Camere del Lavoro da parte di fascisti, Guardie Reali e Carabinieri.
Movimento operaioIl Sindacato Rosso 99 01/10/1921 08/06/1924
Organo sindacale legato al PCd’I, fu attivo a Milano tra il 1921 e il 1924 con la direzione di Repossi. Le principali problematiche affrontate riguardavano la difficoltà nel mantenere l'autonomia della lotta sindacale, ostacolata sia dalla violenza contro le Camere del Lavoro che dalla dipendenza dei dirigenti socialisti dagli interessi dei datori di lavoro. Nel periodo di forte inflazione dopo la guerra, vennero accettate notevoli riduzioni salariali attraverso trattative sindacali. Grazie a questa remissività si facilito anche il passaggio successivo, l’imposizione di sindacati di stato e l’economia Corporativa.
Movimento operaioIl Soviet 92 22/12/1918 29/04/1922
L’origine della testata “Il Soviet” è strettamente legata all’eco della Rivoluzione d’Ottobre, che ne ispira apertamente il nome. Amedeo Bordiga, figura di riferimento e teorico di primo piano nel movimento rivoluzionario italiano, ne fu l’anima principale: utilizzò il settimanale come piattaforma privilegiata per la diffusione delle posizioni astensioniste, per poi allinearsi gradualmente alle direttive dell’Internazionale e di Lenin.
Il polo napoletano, sotto la sua guida, collaborò attivamente con il gruppo milanese anche successivamente alla presa del potere dei fascisti e alla forzata chiusura del giornale nel 1922. Nella raccolta dell’emeroteca si conservano 94 copie della testata, anche se una parte del materiale originario risulta andata perduta nel tempo.
Un elemento distintivo del giornale era lo stile delle pubblicazioni: la scelta di caratteri eleganti ma di dimensioni molto ridotte, presumibilmente per aumentare la quantità di testo disponibile in ogni numero. Questo dettaglio tipografico, se da una parte permette una maggiore densità di contenuti, dall’altra richiede particolare attenzione nella lettura da parte del pubblico. Anche per questa testata dobbiamo i ringraziamenti per la conservazione e la disponibilità alla diffusione alla Biblioteca Braidense.
Movimento operaioLa Battaglia Socialista 167 03/01/1914 06/02/1921
Il giornale nasce nel 1914 per rispondere alla necessità della direzione Milanese del PSI di una tribuna da cui esprimere il suo profondo dissenso verso la guerra di Libia. Il nucleo Milanese che faceva riferimento a Repossi e Fortichiari si era schierato su posizioni Internazionaliste. I numeri del giornale che pubblichiamo rappresentano questa lotta politica. Va per completezza chiarito che la forzata interruzione delle pubblicazioni durante la guerra, non comportò la fine dell’attività politica del gruppo. Al gruppo Milanese si deve la diffusione clandestina del “Manifesto di Zimmerwald”. Il giornale riprese le pubblicazioni nel 1919, costituendo lo strumento della frazione internazionalista Milanese. Riportiamo i numeri pubblicati fino a marzo 1921, data in cui viene ufficialmente sancito che la testata rimane al PSI e cessa di rappresentare il gruppo Repossi-Fortichiari.
Movimento operaioLa Compagna 38 19/03/1922 01/09/1925
Queste copie provengono dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, che merita un sincero ringraziamento per la disponibilità. Il giornale “La Compagna” avvia le sue pubblicazioni a un anno dalla fondazione del PCd’I, periodo in cui le strutture organizzative del partito cominciano a consolidarsi. L’identità della testata rimane strettamente legata al Centro Romano e trae forza dalla copertura garantita dagli eletti in Parlamento, fattore che consente, seppur con una certa irregolarità, il proseguimento della pubblicazione fino al 1925. Pur rappresentando una minoranza rispetto ai compagni, numerose donne – le compagne – parteciparono attivamente alla vita del PCd’I, contribuendo in modo concreto alla costruzione del partito con l’ambizione di realizzare una nuova società.
Movimento operaioLa donna socialista 31 22/07/1905 14/04/1906
Movimento operaioLa Fame 37 05/01/1907 15/04/1909
La Fame
Già a partire dal nome si può comprendere a quale ambiente si doveva rivolgere il foglio e quali fossero le dure condizioni di vita dei lettori.
Nel primo numero venne illustrato ai lettori il programma: “La Fame” espresse apertamente il desiderio dei socialisti di Ternate “di fare propaganda socialista anticlericale e di fare guerra a tutto ciò che impedisce ai lavoratori la loro emancipazione”. Il periodico sarebbe stato distribuito gratuitamente e sarebbe servito a “confutare la stampa clericale” accusata di scrivere “ogni sorta di calunnie e invettive” contro le organizzazioni politiche ed economiche socialiste.
“La Fame”, insieme al suo successore “La Redenzione”, testimoniò l’azione dei socialisti nella plaga. Varano era la sede dello stabilimento tessile dei Fratelli Borghi. Il giornale riferì notizie sugli scioperi e sulle polemiche tra leghe cattoliche e socialiste della zona.
Numerosi furono gli articoli contro il “Foglio Volante” (giornale cattolico della zona) e i clericali in generale. Vennero pubblicati anche editoriali di propaganda politica volti a illustrare le teorie socialiste agli operai e notizie riguardanti le vicende nazionali.
Dopo il numero 36 il giornale cambia nome e ampia la sua platea, rivolgendosi a tutto il circondario, divenendo organo più politico e mutando il nome in “La Redenzione”. Proprio per questo abbiamo deciso di fermarci alla pubblicazione in questa Emeroteca dei numeri che più trasmettono la reale durezza della condizione in cui si trovavano a sopravvivere e lottare i proletari Ternatesi.
Anche per questa testata dobbiamo i ringraziamenti alla Biblioteca Braidense per la conservazione e la disponibilità alla diffusione.
Movimento operaioLa Lotta di Classe 609 29/08/1908 21/10/1922
La Lotta di Classe: Origini e Contesto
La Nascita della Testata
Nel 1907 prende avvio la pubblicazione de La Lotta di Classe, un giornale che nasce con una missione ben precisa, come si evince dal suo sottotitolo: fornire uno strumento informativo alle organizzazioni proletarie dell’area gallaratese. All’epoca, il termine “Gallaratese” indicava un territorio molto più vasto rispetto a oggi, comprendente una larga fascia lungo l’asse del Sempione, che si estendeva da Rho a Sesto Calende, includendo anche Saronno.
Il Ruolo di Gallarate nel Territorio
In quegli anni, Gallarate rappresentava un importante centro politico e amministrativo, essendo sede di Sottoprefettura. Sebbene il primato economico spettasse indiscutibilmente a Busto Arsizio, era Gallarate a detenere il ruolo chiave nella gestione politica e amministrativa dell’area circostante.
Le Prime Pubblicazioni e i Protagonisti
I primi numeri del 1907 sono andati perduti; perciò la raccolta attuale parte dall’agosto del 1908. In questi fascicoli si trovano resoconti delle attività sindacali provenienti sia da Legnano sia da Busto Arsizio. Nel corso del tempo, la struttura del giornale prevede la presenza costante di una pagina dedicata a Busto e una a Gallarate, configurando così una naturale competizione con “Il Lavoro”, il giornale socialista editato a Busto Arsizio.
I Fondatori e il Contributo delle Donne Socialiste
Tra i principali artefici della testata figurano i coniugi Bitelli, originari di Bologna.
Giovanni Bitelli giunge a Gallarate per assumere la direzione della nascente Camera del Lavoro, accompagnato dalla moglie Ines Oddone, una delle prime donne a distinguersi nel movimento socialista. Ines porta con sé anche il periodico “La Donna Socialista”, espressamente rivolto alle donne, che tuttavia interrompe presto le pubblicazioni a causa di difficoltà economiche.
Le pubblicazioni si sono mantenute regolari fino al 17 novembre, dopo di che hanno subito un'interruzione sino a gennaio 1919. Si rileva, in particolare, l'assenza di riferimenti alla Rivoluzione d’ottobre nelle edizioni del giornale socialista esaminate. È inoltre opportuno segnalare che nel 1919 Bitelli ha cambiato orientamento politico aderendo al movimento fascista, diventando successivamente uno dei principali sostenitori di Mussolini. Un altro direttore, Luigi Morelli, dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale, è passato al campo democristiano, contribuendo tra l’altro alla fondazione della CISL.
Movimento operaioLa Voce Comunista 66 20/03/1921 10/08/1922
Il Giornale nasce dal gruppo Repossi-Fortichiari, erede di "Battaglia Socialista", dopo la fondazione del PCd’I. Le pubblicazioni iniziano nel marzo del 1921 e terminano nel 1922 dopo l’occupazione e distruzione della sede ad opera dei Fascisti. La cosa che colpisce nell’affrontare la lettura di queste copie è soprattutto l’entusiasmo con cui nei paesini più periferici sorgano sedi e sezioni, le difficoltà che derivarono alla costruzione organizzativa del nuovo partito, assistiamo alla nascita di strutture che si reggevano essenzialmente sull’onda entusiastica della voglia di cambiare il mondo proprio come avevano fatto i compagni russi.
EmigrazioneL'Emigrante 11 06/04/1880 26/03/1882
Siamo nell’aprile del 1880, a Milano. Sono passati solo 20 anni dall’unificazione della nazione e la nuova dimensione del mercato nazionale consente una prima ondata di sviluppo per le aziende del Nord. Tra le conseguenze di questo cambiamento abbiamo anche l’espulsione delle “braccia” dalle campagne. Naturale quindi che proprio a Milano si senta la necessità/opportunità di stampare un periodico che tratti il fenomeno e cavalchi il nuovo settore d’affari. Leggendo i vari articoli ci si imbatte in proposte illusorie, attestazioni di presunte occasioni, patenti di affidabilità distribuite a inserzionisti e miraggi di presunti paradisi terrestri. I veri affari sono riservati agli armatori e strani figuri che organizzando viaggi della speranza.
Il primo numero del 6 aprile 1880 inizia dipingendo un quadro che si manifesterà progressivamente in tutte le parti del globo in funzione del progressivo espandersi dello sviluppo capitalistico.
“È un fatto incontestabile che l’emigrazione è una delle piaghe più dannose al nostro paese, siccome quella lo priva della principale sua forza produttiva.
L’assoluta, o quasi mancanza di lavoro, le troppe gravose tasse, le meschine retribuzioni, la pessima ripartizione fondiaria ed infine la miseria, la fame e la pellagra, più che il sogno di molte problematiche fortune, sono le cause principali, anzi le sole, per cui noi vediamo ogni giorno più farsi deserte e prive di coltivatori le nostre ridenti campagne”
Queste parole potrebbero essere utilizzate ancora oggi per descrivere sia le motivazioni dell’emigrazione di tanti giovani italiani che come motore dell’arrivo di migranti con tutti i mezzi possibili e da molti paesi.
EmigrazioneL'indicatore italiano 18 28/02/1877 10/02/1878
La voce della ChiesaLa Voce del Popolo 966 01/07/1905 12/11/1926
All’inizio del Novecento, dopo la soluzione della Questione Romana, i cattolici – spesso protagonisti dello sviluppo industriale – non potevano più restare ai margini della politica. La Chiesa decise così di combattere il socialismo, soprattutto tra le masse salariate. “La Voce del Popolo” iniziò le pubblicazioni nel 1904, servendosi anche dei canali ecclesiastici e sostenendo la Confederazione Italiana Lavoratori e il Partito Popolare. Il giornale cessò le pubblicazioni nel 1926, quando i cattolici confluirono nelle liste fasciste e si avviarono le trattative per il Concordato. Mussolini, noto per la sua laicità, garantì alla Chiesa libertà e privilegio nell’istruzione religiosa di bambine e bambini, anche attraverso l’insegnamento obbligatorio della religione. Le sue pagine riportavano anche eventi oggi poco noti, come il ciclone del 1911 che causò oltre dieci vittime e distrusse molte ciminiere, simbolo dell’industrializzazione, oltre ai dati sull’epidemia di Spagnola.
La voce degli industrialiUnione 900 05/05/1906 19/12/1925
Fondata a Gallarate nel 1904, all’epoca sede di sottoprefettura della provincia di Milano, “Unione” nacque come giornale di cronaca locale, assumendo progressivamente un carattere politico. Il periodo più importante fu quello dell’ascesa di Arnaldo Agnelli, esponente radicale che ne fece uno strumento per la propria azione politica. Il giornale sosteneva la modernizzazione dello Stato e le aspirazioni dell’industria tessile e metalmeccanica locale, ormai pronta a spingersi su scala internazionale. “Unione” appoggiò l’intervento nella guerra di Libia e nella Prima guerra mondiale, e promosse idee innovative sul funzionamento della burocrazia, favorendo efficienza e nuovi metodi di gestione aziendale. Sostenne anche l’espansione nei Balcani e contribuì alla formazione di una brigata di Cecoslovacchi composta da ex prigionieri di guerra. Le sue pagine influenzarono la politica nazionale: Arnaldo Agnelli fu sottosegretario alla guerra e poi al tesoro nel governo Giolitti. Dopo la sua improvvisa morte nel marzo 1921, il giornale adottò posizioni più liberali e tolleranti verso il Fascismo. Solo dopo il delitto Matteotti vi fu un breve allontanamento, subito superato. Le pubblicazioni si interruppero nel 1925, dopo aver sostenuto il Listone Nazionale e i Fascisti di Mussolini